Intervista ad Alessio MEDA
Ideatore del gioco

Come è iniziata la tua passione per Ken, guardavi l'anime o leggevi il manga?

Fin da bambino sono stato un appassionato di giochi di società e dei cartoni animati. Entrambe le passioni sono cresciute a pari passo negli anni. Quella dei cartoni animati giapponesi è nata e poi è esplosa con l’arrivo di Goldrake in Italia, ad oggi è ancora il cartone che ho più nel cuore, e poi sviluppatasi con tutte le produzioni sbarcate negli anni seguenti in Italia. Da bambino e poi ragazzino ho amato soprattutto le serie animate dei Robot per poi innamorarmi della splendida serie animata di Ken il Guerriero. I manga ho iniziato tardi a leggerli perché in gioventù, nonostante guardassi i cartoni animati giapponesi, preferivo leggere i fumetti dei supereroi Marvel.

Come è nata l'idea di questo gioco di carte? Ti sei ispirato ad altri giochi?

Sin da bambino ho sempre amato giocare ai giochi da tavolo per poi passare ai Board Games. All’età di 16 anni ho scoperto i giochi di ruolo e per tantissimi anni sono stati la mia più grande passione. Passando una vita a giocare e guardare cartoni animati e leggere fumetti ho sempre desiderato poter creare un mio gioco da vendere e condividere e questa opportunità è capitata con il gioco di carte di Ken il guerriero. Mi ricordo ancora come è accaduta la cosa. Nell’estate del 1994 mi trovavo a Parigi in vacanza ed era mia abitudine visitare i negozi di giochi delle grandi città che visitavo per vedere novità ed altro. Per caso ho visto le carte di Magic ed essendo un appassionato del Fantasy ho comprato due mazzi per provare questa nuova tipologia di gioco. La semplicità rivoluzionaria dell’idea di questo gioco mi ha subito colpito e immediatamente ho capito che un cartone animato che amavo, Ken il guerriero, poteva calarsi in questa nuova tipologia di gioco. Tornato a casa ho condiviso tutto con i miei amici di gioco e convinti che fosse una bella idea abbiamo cercato i diritti del cartone animato e quindi una volta ottenuti con molta fatica abbiamo sviluppato il gioco che usa le carte come Magic ma con meccaniche completamente diverse.

Quante volte avete riguardato l'anime per farvi venire in mente i frame da usare? E come avete ideato i valori delle carte e le capacità?

Quando si è giovani la memoria è eccellente e pertanto avevamo una conoscenza approfondita del cartone animato. Per lo sviluppo del gioco ci siamo basati su queste conoscenze mentre per la ricerca delle immagini abbiamo guardato gli episodi e scelti i frame da utilizzare per ciascuna carta. Allora tutto questo non era così semplice ed accessibile come può sembrare oggi. Tutto il gioco di carte di Ken si basa sull’idea di traslare le emozioni e le vicende che ci sono nel cartone animato e permettere di riviverle giocando. I valori iniziali erano calibrati in modo tale da rendere l’idea dell’importanza di una carta tramite la sua efficacia. Le capacità speciali sono la trasposizione nel gioco delle abilità dei protagonisti o per descrivere come il fato possa attraverso gli Eventi modificare la storia.

Come avete realizzato le immagini della serie ocra?

Le tavole realizzate per la serie Ocra sono state un’esigenza forzata per avere un numero elevato di immagini da utilizzare nelle carte non essendo a quei tempi ancora accettabile l’acquisizione da supporto visivo non professionale. C’è voluto un complesso lavoro di squadra per raggiungere il risultato e molta pazienza per i tempi di realizzazione, svariati mesi. Per prima cosa abbiamo individuato le immagini che volevamo, quindi le abbiamo stampate in bianco e nero e poi un disegnatore segnalatoci dal detentore italiano dei diritti ha realizzato le tavole utilizzando questa stampa per ridisegnare il frame. Queste tavole ancora oggi sono un pezzo glorioso di storia del gioco.

Perché avete scelto di usare soltanto i frame della serie TV e non da altre fonti (manga)?

Abbiamo usato le immagini della serie TV perché avevamo i diritti solo di quelli. In generale Manga e Anime hanno i detentori dei diritti diversi.

Tecnicamente come avete estratto i frame e creato i template per le carte?

All’inizio del contratto ci siamo fatti dare tutta la serie in VHS e da qui tramite una delle prime schede di acquisizioni immagini abbiamo catturato i frame e poi stampati. Abbiamo scelto per la prima uscita del gioco questa soluzione perché la qualità dei frame catturati era troppo scarsa anche per essere utilizzati in piccolo sulle carte. Il motivo per cui poi invece successivamente siamo passati ai frame era perché questo primo processo era troppo lento, costoso e laborioso e poi, nel frattempo, grazie al grande successo del gioco abbiamo potuto acquistare i master video televisivi e fare le acquisizioni dei frame presso studi professionali. Questo ci ha permesso di poter accedere ad una quantità più grande di immagini in tempi ridotti, necessario per dare ritmo alle successive espansioni del gioco.

C'è una ragione per la quale maestri come Jukei o Riuken non hanno avuto spazio fino alla serie Rinascita del 2014?

Il gioco ha avuto una sua curva di successo che è andata a riducendosi negli anni seguenti la sua uscita e questo non ha permesso di completare negli anni Novanta tutta la collezione e i protagonisti. Ionoltre verso la fine degli anni Novanta, la Toei e Buronson avevano “litigato” bloccando di fatto tutta la cessione dei diritti per molti anni, motivo per cui poi solo nel 2014 è stato nuovamente ripubblicato il gioco.

Prima dell'uscita della prima serie o di una espansione, facevate simulazioni con computer o fac-simile?

Non sembra ma trenta e rotti anni fa i computer rispetto ad oggi erano dei “giocattoli” utili ma infinitamente limitati. Tutti i play test del gioco sono stati fatti giocando con carte stampate homemade.

E' corretto dire che già dalla serie BLU "I Destini" il gioco ha avuto un grande cambiamento dando molto più spazio e potenza a scuole e personaggi minori?

La serie Blu aveva potenziato molti giochi usciti in precedenza e introdotto nuovi protagonisti e storie, ma questo era normale per tutte le pensioni, esclusa la Viola che invece era dedicata solo a Tecniche e Spiriti soprattutto per protagonisti minori.

Come gestivate le tirature delle varie carte, per calcolare le rarità e valutazioni, e come venivano poi confezionate nei mazzi e nelle bustine?

Se non ricordo male in ogni busta c’erano 10 carte e le rarità erano 6 carte comuni, 3 non comuni e 1 rara. La rarità era gestita in un mix che doveva consentire di giocare ma allo stesso tempo rendere rare alcune carte che avevano appeal per incentivare la loro ricerca.

Come è stata la gestione del successo del gioco? Nel 1995 avresti pensato che nel 2026 saresti stato ancora a parlarne?

Il gioco è stato un successo sin da subito. Il cartone animato di Ken ad inizio degli anni novanta era il più amato dal pubblico maschile, sopra la passione per Ken nella mente degli uomini c’erano solo le donne. Ahahaha.
Il 2026 allora era troppo lontano, da giovani si vive il presente e se si pensa al futuro è solo per sognare cose in grande, nel nostro caso avendo fatto tanti altri giochi successivamente come Dragon Ball e I Cavalieri dello Zodiaco la nostra mente era proiettata solo sulle nuove cose da fare. Ken comunque resta “il primo amore” e per questo non l'ho mai dimenticato in tutti questi anni.

Come hai ideato il passaggio dalla serie storica alla serie Rinascita?

Dopo tanti anni di diritti bloccati si è presentata la possibilità di rilanciarlo e subito l’ho colta. Nel periodo di transizione non è comunque rimasto fermo lo sviluppo del gioco anche se ovviamente era più come passatempo che per una cosa concreta. In un momento di questo intervallo di tempo tra i due lanci c’è stato un ragazzo che ha fatto uno stage grafico da me, di cui purtroppo non ricordo il nome… l’età avanza, che ha proposto uno sviluppo diverso del gioco non più basato solo su singole storie ma che tenesse conto di elementi comuni trasversali. Giusto per capire ci sono i Maestri solitari, che combattono da soli, i Maestri che comandano gli eserciti e conquistano i territori etc. Questo è stata una novità per il gioco insieme al fatto che il collezionabile casuale puro era superato per la maggior parte dei giochi di carte portando alla creazione di uscite con carte uguali per tutti per quantità e altro spostando di fatto il gioco su un confronto ad armi pari e non determinato dalla fortuna di cosa si è trovato nelle bustine o di soldi spesi nel farlo, un gioco quindi più “democratico”.

Quali sono le idee per il futuro, se puoi spoilerare?

L’idea è di completare tutte le storie e i personaggi del cartone animato aggiungendo anche dei “what if” per permettere ai giocatori di creare “futuri” alternativi della storia.

Hai qualche aneddoto curioso e divertente che ti va di condividere?

A giugno del 2025 il gioco di carte di Ken ha compiuto 30 anni ed è stato molto bello organizzare un ritrovo/giornata di gioco con tutti i giocatori, vecchi e nuovi, che hanno partecipato. La cosa più bella di tutto questo è che i giocatori di ieri e di oggi sono diventati amici nella vita e siamo legati dai bellissimi momenti, indelebili, passati insieme a giocare e non solo.


L'autore di Sisdo.net, gli iscritti al sito, i fan
ringraziano infinitamente Alessio MEDA
per il tempo dedicato a rispondere alle nostre curiosità e domande.
Grazie a Federico Z. per l'impegno per ottenere questa intervista.